ABB White Paper Monitoraggio Energetico

INTELLIGENT DISTRIBUTION IL MONITORAGGIO DELLE PRESTAZIONI ENERGETICHE AZIENDALI

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— Indicatori di prestazione energetica e variabili correlate

Gli indicatori di prestazione energetica (IPE) o Energy Performance Indicators (EnPIs) sono una misura quantitativa utilizzata per valutare la prestazione energetica di un impianto, di un processo produttivo o di un’organizzazione. Il parametro di confronto della prestazione energetica può risultare un impianto, un processo o un’organizzazione della stessa tipologia/ settore oppure, nella maggior parte dei casi, il confronto avviene sulla prestazione energetica dello stesso impianto/reparto/organizzazione ma in periodi di rendicontazione differenti. — Gli IPE possono essere espressi come numeri semplici, come rapporto o modelli più complessi in base ai dati disponibili e delle variabili ad essi collegate, la cosa fondamentale è che possano restituire un’indicazione precisa della performance energetica che si desidera valutare. In realtà industriali gli indicatori più diffusi vengono costruiti rapportando i consumi energetici (energia, gas naturale, TEP) con il quantitativo prodotto/processato (kg, ton, pezzi, …) nel medesimo intervallo di tempo. Da qui si può evincere la differenza fondamentale tra monitoraggio dei consumi energetici e monitoraggio delle prestazioni energetiche . I fattori che possono influenzare il consumo energetico si differenziano in due tipologie: • Variabili pertinenti • Fattori statici Le prime vanno ad influire sul consumo energetico e variano regolarmente per ogni periodo di calcolo/rendicontazione

dell’indicatore di prestazione energetica, i secondi invece vanno anch’essi ad influire sul consumo energetico ma non mi aspetto che subiscano variazioni per ogni periodo di calcolo/ rendicontazione. In ambito industriale gli esempi più semplici di variabili pertinenti possono essere le ore di lavoro, il dato di produzione, in ambito terziario/building possiamo avere le ore di apertura, la temperatura esterna. I fattori statici più comuni in una realtà industriale possono essere le dimensioni del sito produttivo, il numero di impianti di produzione, i turni settimanali. In una realtà del settore terziario building possiamo definire come fattori statici i volumi da climatizzare, le superfici da illuminare, il livello di isolamento degli edifici, le temperature di set- point degli impianti di climatizzazione. Tra gli indicatori di prestazione energetica più comuni ci sono quelli direttamente connessi alla produzione industriale espressi in kWh/t, kWh/pezzo, kWh/kg, Sm 3 /t, quelli relativi ad impianti di servizio come kWh/Nm 3 in una centrale aria compressa, kW/m 2 per gli impianti di illuminazione, Sm 3 /GG*m 3 per la climatizzazione invernale (GG= gradi giorno). Il consumo energetico di un impianto può essere influenzato da un numero rilevante di variabili e/o di fattori statici, è opportuno effettuare una

valutazione di dettaglio di ogni variabile individuata per capire quali risultano più significative. Il calcolo del cosiddetto

“coefficiente di determinazione” R 2 permette di capire l’intensità della correlazione tra consumo e variabile: più il valore di R 2 si avvicina a 1 più la correlazione è stretta, più il valore di R 2 si avvicina a 0, più consumo e variabile non sono dipendenti tra loro. Questa analisi si traduce graficamente in un grafico a dispersione i cui punti riportano ad ogni valore di consumo il corrispettivo valore della variabile. Se i punti sembrano seguire una funzione matematica, mostrata come una linea di tendenza, questo è indicativo di variabili pertinenti. Se i punti appaiono come una nuvola casuale senza alcuna relazione evidente, la variabile probabilmente non è pertinente.

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