MACCHINE PER LA PRODUZIONE DEL CALDO E DEL FREDDO
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3.2.3. Teleriscaldamento
Il teleriscaldamento è un sistema centralizzato in cui il calore viene prodotto in una centrale e distribuito a distanza alle utenze attraverso una rete di tubazioni isolate. Si tratta di un approccio “di sistema” al riscaldamento: invece di avere molte piccole caldaie individuali in ciascun edificio, un’unica centrale termica (o alcune centrali di quartiere) fornisce acqua calda o surriscaldata che scorre tramite condotte interrate fino alle abitazioni, dove tramite scambiatori di calore cede energia termica agli impianti interni degli edifici. Il teleriscaldamento non implica una specifica tecnologia di generazione: la centrale di produzio- ne può essere alimentata con varie fonti energetiche, sia fossili che rinnovabili. Ad esempio, esistono reti di teleriscaldamento alimentate da caldaie a gas (o a olio combustibile), da impianti a biomassa, da impianti di termovalorizzazione (inceneritori di rifiuti urbani che recuperano calore), da cogeneratori (tur- bine o motori che producono simultaneamente energia elettrica e calore), da grandi pompe di calore che sfruttano fonti a bassa temperatura (acqua di fiume, lago, mare, geotermia), oppure integrate con solare termico. Questa flessibilità consente di sfruttare al meglio fonti energetiche localmente disponibili e ad alta efficienza. In una rete tradizionale, l’acqua di distribuzione viene inviata alle utenze a temperature elevate (80–120 °C a seconda dei casi) e restituita alla centrale a temperatura più bassa, dove viene riscal- data di nuovo in un ciclo continuo. I moderni sistemi di teleriscaldamento di quarta generazione tendono ad abbassare le temperature di rete (ad esempio 50–60 °C) per ridurre le perdite e poter integrare più facilmente fonti rinnovabili a bassa temperatura.
09 Teleriscaldamento
centrale di produzione
tubazione di mandata (acqua calda)
tubazione di ritorno (acqua fredda)
I vantaggi del teleriscaldamento includono una maggiore sicurezza (nell’edificio non vi sono fiamme libere né combustione diretta, eliminando rischi di fughe di gas e incidenti domestici), la comodità per l’utente finale (manutenzione centralizzata anziché su ogni singola caldaia) e soprattutto i potenziali be- nefici energetici ed ecologici su scala urbana. Concentrando la produzione di calore in pochi impianti di grande taglia, si possono ottenere rendimenti complessivi elevati grazie ad apparecchiature industriali più efficienti e all’utilizzo del calore cogenerato dall’elettricità. Inoltre, si realizza un miglior controllo delle emissioni: è più facile abbattere inquinanti e polveri in un grande impianto dotato di sistemi di filtrazione, rispetto a migliaia di piccoli camini distribuiti. Di fatto, l’attivazione di una rete di teleriscaldamento per- mette di spegnere numerose caldaie autonome che sarebbero altrettante fonti di inquinamento locale, con benefici immediati sulla qualità dell’aria in città. Dal punto di vista ambientale e di efficienza, il top si raggiunge nei sistemi in cogenerazione o trigenerazione: la centrale produce elettricità e con il calore di scarto riscalda l’acqua della rete (cogenerazione), e volendo può anche alimentare gruppi ad assorbimento per fornire acqua refrigerata per il condizionamento estivo (trigenerazione). In questo modo si sfrutta al massimo ogni unità di combustibile, ottenendo bilanci energetici molto favorevoli. Di converso, il teleriscaldamento presenta limitazioni e svantaggi: richiede un’elevata densità abitativa per essere economicamente sostenibile (deve esserci un numero sufficiente di utenze concentrate, come nei centri urbani o quartieri ad alta intensità); i costi iniziali di realizzazione delle reti di distribuzione sono ingenti (scavi, tubazioni coibentate, sottostazioni di scambio in ogni edificio); inoltre, il sistema vincola l’utente a un fornitore unico di calore e non sempre le tariffe risultano più convenienti dei combustibili tra- dizionali. Va poi assicurata una continuità del servizio molto alta, spesso garantita con centrali di backup o serbatoi di accumulo termico per sopperire ai guasti o ai picchi improvvisi di richiesta. Nonostante queste criticità, dove esistono le condizioni adatte il teleriscaldamento rappresenta una soluzione efficiente e sempre più pulita, in linea con la transizione energetica: città come Milano, Torino, Brescia, Bolzano e molte altre in Italia ed Europa hanno investito in reti di calore che sfruttano in misura crescente energie rinnovabili o recuperi termici altrimenti dissipati.
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