UNITÀ TRATTAMENTO ARIA
43
17 UTA - componenti principali
8
5
ripresa aria ambiente
immissione aria esterna
10
7
mandata aria ambiente
espulsione aria
4
10
11
5 1 2
9
1
1 Batteria di pre-riscaldamento 2 Batteria di riscaldamento/raffreddamento 4 Umidificatore 5 Filtro
7 Recuperatore di calore 8 Serranda di regolazione 9 Separatore di gocce 10 Ventilatore 11 Camera di miscela
• Recuperatore di calore: la maggior parte delle UTA di recente progettazione a servizio di edifici me- dio-grandi è dotata di un sistema di recupero energetico sul flusso d’aria. Il recuperatore consente di trasferire calore (e talvolta umidità) dall’aria di espulsione verso l’aria esterna in ingresso, riducendo il fabbisogno termico dell’impianto. Ad esempio, in inverno l’aria calda estratta dagli ambienti cede gran parte del suo calore all’aria fredda entrante; in estate, il flusso di ritorno (più fresco e deumidificato dagli ambienti climatizzati) sottrae calore e aiuta a raffreddare e predeumidificare l’aria calda esterna. I tipi principali di recuperatori sono tre: scambiatori a piastre (flussi separati che attraversano sottili piastre in alluminio a flussi incrociati o controcorrente, con efficienze termiche tipicamente 50–70% e totale separazione dei flussi), rotori entalpici o rotativi (grandi volani cilindrici in materiale alveolare igroscopico che ruotano tra i due flussi, con efficienze anche >70%, capaci di trasferire anche umidità dall’aria umida all’aria secca), e scambiatori a circuito intermedio fluido (run-around coils) costituiti da due batterie collegate da un circuito chiuso di acqua/glicole e pompa, posti uno sul flusso di espulsione e uno su quello di presa aria: il fluido si scalda in una batteria assorbendo calore da un flusso e lo cede nell’altra batteria all’altro flusso (sistema flessibile che consente di collocare le batterie anche lontane, con efficienze più basse ~50% e niente contaminazione odori). In alternativa, quando non è possibile un recuperatore “passivo”, alcune UTA adottano sistemi a pompa di calore di recupero: un ciclo frigorifero inverso che trasferisce calore dall’aria di espulsione a quella di mandata (o viceversa) con efficienze elevate ma maggiore complessità impiantistica. È importante notare che il Regolamento UE 1253/2014 (Direttiva Ecodesign) impone il recuperatore di calore sulle UTA a doppio flusso (mandata/espulsione) di nuova installazione, salvo casi particolari, con un’efficienza termica minima prescritta (prima 67% dal 2016, elevata al 73% dal 2018 per recuperatori statici/rotativi) e la presenza di bypass sul recuperatore per abilitare il free cooling estivo. Questo ha reso di fatto obbligatorio il recupero di calore nella mag- gioranza dei nuovi impianti di ventilazione meccanica, sia per ragioni energetiche che di sostenibilità ambientale. Esistono ancora UTA prive di recuperatore (ad esempio unità solo ricircolo o impianti con esigenze speciali), ma sono sempre più rare e generalmente limitate a piccoli impianti o casi particolari. • Struttura e altri componenti: oltre ai suddetti elementi, l’UTA comprende una struttura modulare (telai, pannelli) che garantisce tenuta all’aria e isolamento termo-acustico, porte di accesso per ispezione e manutenzione delle varie sezioni (filtri, batterie, ventilatori), silenziatori o pannelli fonoassorbenti (spes- so collocati prima del ventilatore e/o in mandata per attenuare il rumore aerodinamico trasmesso nei condotti), sensori di temperatura e umidità (integrati per controllare le condizioni dell’aria in vari punti), lampade UV-C (talvolta installate a valle della batteria umida per inibire proliferazioni batteriche e muf- fe), nonché tutta la componentistica elettrica e di controllo necessaria come i quadri elettrici, cablaggi, schede di regolazione o moduli di comunicazione BMS, ecc. Insieme, questi elementi permettono all’UTA di funzionare come un sistema coeso e sicuro: ad esempio, sono presenti dispositivi di sicurezza anti- gelo (termostati che bloccano il ventilatore e chiudono l’aria esterna se la batteria rischia di ghiacciare), allarmi di filtro intasato attivati dai pressostati, sensori di portata o pressione per verificare il corretto movimento dell’aria, e serrande tagliafuoco (dove richiesto) per isolare l’UTA in caso d’incendio.
Powered by FlippingBook