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ACCESSORI
Sensori di corrente Sensori di corrente per tre/quattro linee
Le unità Ekip UP + possiedono quattro tipi di sensori di corrente inclusi nella confezione come accessori preconfigurati obbligatori. I sensori di corrente possono essere ordinati come accessori sciolti per esi- genze di sostituzione oppure per trasformare una configurazione da 3 a 4 poli. Eccetto i ponticelli, i sensori di corrente si basano sulla tecnologia Rogowski, senza fenomeni di saturazione del nucleo, e garantiscono elevata flessibilità, grande linearità di gamma, da pochi ampere a centinaia di migliaia di ampere senza limite di frequenza, nonché facile rilevamento di rapide variazioni di corrente e del conte- nuto di armoniche. L’unità Ekip UP + offre una soluzione compatta per ogni situazione, ed è disponibile sia per 3 che 4 poli. Il cavo da 3 metri consente il collegamento in qualsiasi quadro, assicurando la con- formità EMC. Una guida introduttiva dedicata spiega la procedura di installazione. • Tipo A (Fig.13) Sensore chiuso con terminali in rame per sbarre. I sensori di corrente di Tipo A sono consigliati sui nuovi impianti per ottimizzare la capacità nello spazio ridotto del quadro. I sensori di corrente di Tipo A hanno un'etichetta apposita per fase e polarità, per facilitare l'installazione. I sen- sori sono tarati direttamente in fabbrica con prove di iniezione di corrente primaria. • Tipo B (Fig.14) Sensore chiuso senza terminali in rame all'interno. I sensori di corrente di Tipo B sono consigliati come soluzione economica per sistemi elettrici nuovi ed esistenti, specialmente con colle- gamenti a cavi. Come i sensori di corrente di Tipo A, anche quelli di Tipo B hanno un'etichetta appo- sita per fase e polarità e la stessa procedura di taratura. • Tipo C (Fig.15) Sensore plug-in, molto leggero e flessibile, installabile anche in piccoli spazi e sospeso su conduttori misurati, senza necessità di alimentatore esterno di corrente. I sensori di corrente di tipo C sono usati tipicamente nei vecchi quadri, perché possono essere aggiunti anche senza interruzione del servizio (se la normativa locale consente al tecnico di lavorare in condizioni di tensione). Offrono tempi di installazione inferiori dell’80% rispetto a quelli dei trasformatori di corrente tradizionali, senza necessità di scollegare i cavi o le sbarre grazie al nucleo apribile. Sono provvisti di un'apposita eti- chetta stampata per l'indicazione della polarità. Le sbarre o i cavi possono essere centrati con stru- menti appositi. La tavola seguente riassume le prestazioni principali. — Riferimento schema elettrico: figure 17, 18
— Fig. 13
— Fig. 14
— Fig. 15
Sensori di corrente Descrizione
d X D [mm]*
In max [A]
Esempi di collegamenti
Sensori chiusi di Tipo A con giunzione in rame
50,3 x 77
2000 4000
Sbarra [mm] Sbarra [mm] Cavo [mm] Cavo [mm] Sbarra [mm] Cavo [mm] Sbarra [mm] Sbarra [mm] Sbarra [mm]
2x80x10 4x100x10 1 x 1 x 10,5 2 x 2 x 11 2 x 60 x 10 2 x 60 x 10 2 x 100 x 10 4 x 100 x 10 6 x 100 x 10
60 x 89
Sensori chiusi Tipo B
29,6 x 56
400
60 x 89 57x89
1600 2500 4000 4000 4000 6300
Sensori aperti Tipo C
100 x 124 120 x 144 200 x 224 290 x 314
*d: diametro interno - D: dimensione esterna principale
• Tipo D (Fig.16) Si tratta di ponticelli per prese di corrente, utilizzabili nelle applicazioni in cui non sono strettamente necessari sensori di corrente, ad es. Sistemi di Protezione Interfaccia (SPI) o speciali ap- plicazioni gateway. Sono previsti quattro ponticelli per ogni corrente di fase escludibile. Configurata con i ponticelli, l’unità Ekip UP + è pronta per essere utilizzata con i kit di sensori di corrente di tipo C 100 o tipo C 120, a 3 o 4 poli. • Tipo E Specificando questo sensore, l’unità digitale sarà inviata senza sensori di corrente. Si ottiene così il livello massimo di flessibilità permettendo all’utente di selezionare in fase di post-vendita i sen- sori corretti da associare all’unità digitale. Si richiede anche una regolazione fine con la app mobile EPiC ABB per la messa in servizio. In fase post-vendita si possono aggiungere solo sensori di tipo C.
— Fig. 16
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